Un'Opera per il Castello - Castel Sant'Elmo - Napoli

CASTEL SANT’ELMO – CONCORSO GIOVANI ARTISTI  2011
Un'Opera per il Castello  
“Questo lo saprei fare anch’io. Il contemporaneo ricerca il suo pubblico”


Francesco Fossati, Follow me without exceptions, 2011

Si è conclusa la fase di valutazione dei 112 progetti dei giovani artisti ammessi alla prima edizione del Concorso “un’Opera per il Castello”.
La giuria del Concorso, nominata dal Soprintendente per il Polo museale di Napoli Fabrizio Vona, composta da: Angela Tecce, Direttore Castel Sant’Elmo, Responsabile del procedimento con funzione di Presidente - Maria Grazia Bellisario, Direttore del Servizio V della Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Katia Fiorentino, Funzionario Soprintendenza per il PSAE e per il Polo Museale della città di Napoli a  Castel Sant’Elmo - Giovanna Cassese, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli - Stefania Zuliani, Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale, Università degli Studi di Salerno - Cataldo Colella, Esperto arte pubblica -  Luigi Ratclif, Segretario Associazione Giovani Artisti Italiani - Daniela Lancioni, Curatore Senior Palazzo delle Esposizioni di Roma - Olga Scotto di Vettimo, Critico d’arte - Guglielmo Grilli, Gallerista ha selezionato il vincitore: Daniela Di Maro con l’opera ‘Anastatica sensibile’
Come previsto dal bando, il vincitore è stato selezionato insieme a 10 finalisti
Alessio Ballerini\Pietro Riparbelli,  Castle Sound  – Giulia Beretta\Francesca Borrelli\Silvia Lacatena , Altalene - Fabrizio Cotognini,  Migrazione\Immigrazione - Giulio Delvè, Cambiamento di paradigma - Francesco Fossati,  Follow me, without exception (menzione speciale) - Michele Giangrande,  Arca, 2011 - Domenico Antonio Mancini, 30 22 8070 - Mariagrazia Pontorno,  I guardiani del castello - Antonella Raio,  The  Bridge - Cristiano Tassinari, "26 letters"
L’opera vincitrice sarà realizzata e presentata in una mostra nella prossima primavera, l’esposizione darà visibilità anche ai dieci finalisti e segnalerà tutti i partecipanti.


La prima edizione del concorso un’Opera per il Castello, dedicato ai giovani artisti per il Castel Sant’Elmo di Napoli è stata presentata lo scorso giugno: Questo lo saprei fare anch'io. Il contemporaneo ricerca il suo pubblico è stato  il tema di quest’anno.
Un progetto della  Soprintendenza Speciale per il PSAE e per il Polo Museale della Città di Napoli, reso possibile grazie alla collaborazione e il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee-Servizio V, nell’ambito del Piano Arte Contemporanea; dal supporto dell’ AMACI - Associazione Musei d'Arte Contemporanea Italiani di cui Castel Sant’Elmo è uno dei musei associati.

Una menzione speciale della Giuria ha ricevuto il progetto di Francesco Fossati,  Follow me, without exception per la sua qualità estetica e per la particolare attenzione dedicata al coinvolgimento delle differenti abilità del pubblico dell’arte contemporanea e del museo in genere           

La giuria ha premiato il progetto di Daniela Di Maro, Anastatica sensibile, apprezzandone, in particolare, il contenuto poetico e visivo, in sintonia con il tema indicato nel bando che intendeva innanzitutto “suggerire alle giovani generazioni di artisti una riflessione sui molteplici aspetti del linguaggio artistico contemporaneo e del rapporto con il pubblico”. Il progetto, inedito e commisurato alla specificità del luogo (come da bando), ha suscitato interesse nella giuria che ne ha apprezzato le qualità estetiche e la capacità di declinarle mediante un rapporto di interazione tra organico e inorganico, tra natura e tecnologia,  riuscendo  “a coinvolgere e suggestionare emotivamente e intellettualmente” il pubblico. In particolare il progetto propone un significativo slittamento di senso del ruolo del pubblico, che da fruitore generico diventa consapevole e avvertito artefice della sopravvivenza dell’opera stessa. La responsabilizzazione del pubblico consiste nel legame imprescindibile che viene istituito tra questi e l’opera, perché solo attraverso le sue azioni, che dovranno essere misurate ma necessarie, sarà garantita non solo la riconoscibilità del lavoro,  nella duplice accezione artistica ed estetica e , quindi, il suo funzionamento come manufatto, ma anche la sua trasmissione, cura  e conservazione nel tempo, affinché l’opera non deperisca. In tal modo il progetto premiato istituisce “un legame tra pratica artistica e fenomenologia del quotidiano”, offerto come spunto di riflessione teorica dal bando.

http://www.polonapoli-projects.beniculturali.it/