Amoena a cura di Simone Frangi

dal 4/9/08 al 10/9/08

Esercizi audiovisivi sul paesaggio

a cura di Simone Frangi

amoena

Nell'ambito della terza edizione della Sardegna Arte Fiera, Simone Frangi presenta, negli spazi dell'ex carcere agricolo di Castiadas, il progetto curatoriale Amœna. Esercizi installativi sul paesaggio.

Silvia Negrini (Sondrio, 1982) lavora sulla virtus del virtuale, sulla sua forza ed sul suo potenziale, tracciando dei grandi ed asciutti landscapes videoludici. Con l'immersione nell'estetica digitale, il processo creativo di Negrini distilla episodi ed idee attraverso la -guerra pulita- del gioco, cercando il cardine ludico dell'esistenza e della cronachistica quotidiana. Il paesaggio naturale ed urbano che ospita la scena di cronaca si sintetizza in superfici che mischiano gli -elementi del disastro- - stragi, attentati, omicidi - all'iconologia di videogiochi di culto. In un'estrema pulizia grafica, indotta dalla carta millimetrata e dalla moltiplicazione di moduli compositivi, Negrini consolida le dinamiche del gioco, scoprendo la loro elevata capacità analitica. Nel recente Il ramo secco della famiglia Agnelli, in una commistione di disegno tecnico e figurativa rubata a The Sims, Negrini ripercorre il proprio albero genealogico, ricostruendo gli intrecci famigliari attraverso le case che li ospitano.

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Gradisca al festival dell'arte contemporanea di Faenza

1° Festival dell'arte contemporanea, diretto da Carlos Basualdo, Pier Luigi Sacco e Angela Vettese. Faenza, dal 23/05/2008 al 25/05/2008.

Sabato 24 Maggio, ore 11.00, presso il Museo Carlo Zauli di Faenza, Gradisca, conversazione tra giovani artisti: Meris Angioletti, Luca Bolognesi, Francesco Fossati, Matteo Rubbi e Alberto Tadiello; moderatore: Alberto Garutti; special guest: Daniela Zangrando.


festival dell'arte contemporanea di Faenza

L'arte contemporanea internazionale si dà appuntamento a Faenza. Il festival dell'arte Contemporanea, promosso dal Comune di Faenza e da goodwill, nell'ambito del progetto Moto d'idee. Faenza verso il distretto culturale evoluto, sarà infatti un'occasione unica, per "vedere" l'arte attraverso le parole dei suoi protagonisti, per capire dove sta andando, a quali bisogni risponde. Non ci saranno opere, ma oltre 100 relatori da tutto il mondo, tra artisti, curatori, critici, rappresentanti di musei, spazi culturali e scuole d'arte, galleristi, ma anche imprenditori, amministratori pubblici, editori, giornalisti.
Il titolo di questa prima edizione, curata da un comitato scientifico composto da Carlos Basualdo, Pier Luigi Sacco, Angela Vettese, è "futuro presente / present continuous", a indicare la necessità di un momento di riflessione sulle direzioni di un'arte in continua espansione e trasformazione, in un contesto di incontro diretto con il pubblico.In 3 giorni, il programma del festival si articola in più di 30 appuntamenti, con conversazioni, tavole rotonde, forum, e in un intenso programma di eventi collaterali, che avranno al centro l'arte contemporanea, le sue crescenti contaminazioni con gli altri settori creativi, le sue relazioni con la società.

http://www.festivalartecontemporanea.it/

Alberi d'artista - GAMeC Bergamo

 

24 dicembre 2007

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo e la GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, in partnership con la Camera di Commercio, in occasione delle festività natalizie rinnovano la loro collaborazione promuovendo l’iniziativa Alberi d’Artista.
L’istituzione e la Galleria, da sempre unite nell’intento di far avvicinare i cittadini alla realtà dell’arte moderna e contemporanea, promuovono un progetto culturale la cui originalità risiede nell’avere invitato sei artisti e l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo a ripensare in completa libertà il più globalizzato e diffuso dei simboli natalizi: l’albero di Natale.
La Festa diventa così un’occasione di dialogo tra arte e cittadini creando un vero e proprio percorso artistico nel cuore della città: ognuna delle realizzazioni, infatti, verrà poi collocata in punti nevralgici individuati tra Città Alta e Città Bassa, dove resterà per tutto il periodo delle feste. Al termine del progetto gli alberi verranno piantumati nei parchi cittadini, a sottolineare l’attenzione che le istituzioni hanno verso l’ambiente.

Gli artisti invitati a realizzare il proprio progetto creativo sono: vedovamazzei, che installa su di un abete completamente spoglio di decori alcune mensole con ciascuna un piccolo albero in miniatura completamente illuminato e addobbato; Sislej Xhafa, che realizza un albero volutamente non illuminato ma il cui spazio sottostante sarà saturato da un fitto decoro classico; Andrea Mastrovito, il cui albero è avvolto da uno sciame di farfalle rosse che escono da un tombino; Getulio Alviani iscrive l’albero in un parallelepipedo luminoso per sottolinearne il valore simbolico ed il suo progetto è realizzato grazie alla collaborazione con Impresa Leggeri S.p.A., E. 90 S.n.c. di Mora, MGV S.r.l.; Stefano Arienti farà sbocciare mille fiori colorati, simbolo del sogno che diventa realtà; Alberto Garutti con i giovani artisti Riccardo Beretta, Lupo Borgonovo, Giovanni Ciapessoni, Marco Colombaioni, Francesco Fossati, Petrit Halilaj, Beatrice Marchi, Elisabetta Piterà, Matteo Rubbi, Emiliana Sabiu, Claudia Sinigaglia, Jonathan Vivacqua, Serena Vestrucci infoltisce e reinventa un albero composto da fronde di differenti specie di piante, dall’agave alla tillandsia,dall’edera alla dracena e molte altre.

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Lo schermo ansioso - Videorassegna

Da sabato 14 aprile 2007 a sabato 14 aprile 2007
a cura di: Matteo Chini e Bruno Muzzolini

lo schermo ansioso

opere di: Alessandra Arnò, Samuele Belloni, Luca Bolognesi, Daniele Carpi, Samantha Cucchi, Francesco Fossati, Gaia Fugazza, Jessica Gaudino, Petrit Halilaj, Kang Jang-Won, Mancassola Ceriani Basilico, Ivan Manuppelli, Nemanja Nikolic, Ingrid Pucci, Maria Revuelta, Matteo Rubbi, Micol Rubini - Irene Kats, Jessica Russo, Francesco Terni, Fani Zguro

Lo schermo ansioso. Perché questo titolo? Il riferimento – ovvio – è al saggio di Harold Rosenberg L'oggetto ansioso, in cui il critico americano accusa la pop art di avere attentato allo statuto dell'opera d'arte, distruggendo le barriere culturali che la separavano dal mondo della merce e dalle icone della comunicazione di massa. Il ruolo dell'arte diviene così incerto e sfuggente, e l'opera stessa carica propria definizione di incertezza e di ansietà.
L'arte di oggi invece si è liberata da queste forme sottili di ideologia, evita la rigidità di identità programmate a posteriori, considera le proprie scelte come definitive soltanto rispetto ad una situazione momentanea, ad un mondo in continuo cambiamento.
La responsabilità della definizione di ruoli e posizioni è demandata quindi ai canali di trasmissione del lavoro. E l'ansietà lascia l'opera per trasferirsi sullo schermo, all'interno degli spazi espositivi, tra le pagine di una rivista, nelle turbolenze del mercato.
Dal corpo del testo l'angoscia si sposta alla dimensione contestuale del lavoro, l'inquietudine è il correlativo del disordine di uno spettacolo mondializzato ma sempre più indecifrabile.
Antitelevisione, performance, animazione, documentario, fiction, collage, la molteplicità dei linguaggi e delle tecniche confluite nell'arte video, la pluralità delle poetiche nei media elettronici, l'indifferenza mediale e la polisemia esplicita dei giovani autori rende precaria e incerta non la forma della singola opera, ma l'identità del contenitore che la raccoglie e quella del mezzo che la trasmette. Rende incerti i confini stessi di manifestazioni tradizionali: il festival, la rassegna, l'antologia visiva. Il disagio passa dal supporto al palinsesto, allo schermo di proiezione, interroga le capacità critiche del pubblico o ne riflette il disorientamento.
Abbandonati i dictat degli "ismi", l'opera si libera ora dalla coercizione alla coerenza, inventa di continuo le sue leggi, si adatta ad una ambiente sempre più mutevole, infedele al suo stesso autore, convive e coesiste con stili, estetiche e espressioni di ogni tipo. Il disagio degli strumenti del comunicare apre così alla libera precarietà dell'opera globale.
E la precarietà globale diviene libertà dell'opera.

Sabato 14 Aprile Ore 21.30
Teatro E. Peroni, Piazza del Popolo, 24
San Martino Buon Albergo – Verona  

Wireless – Galleria Unorossodue

A cura di Alessandro Mancassola e Bruno Muzzolini
Mercoledi' 21/06/06 h 21.00_Wednesday 21/06/06 9.00 p.m.

wireless unorossodue

La Unorossodue chiude la sua seconda stagione ospitando 3 eventi a cura di A. Mancassola e B. Muzzolini. Senza porre temi e creare connessioni tra le serate (volutamente eterogenee) i due curatori/artisti hanno chiamato ad animare gli spazi della galleria un gruppo di giovani videoartisti, gli Otolab e il gruppo Cosmesi (formato da E. Geatti e N. Toffolini).

WIRELESS
In rassegna i video di Arevik Arabian & Brechtje Van Bel, Samuele Belloni, Luca Bolognesi, Samantha Cucchi, Francesco Fossati, Petrit Halilaj, Kang Jang-Won, Ivan Manuppelli, Jessica Mordo, Nemanja Nikolic e Jessica Russo.

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